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Harley LiveWire @ W&W

Harley LiveWire @ W&W

A chi come noi gira su ammassi ferrosi sparacchianti che potrebbero essere scappati da un museo, da uno sfasciacarrozze o da una rivista di Custom, difficilmente capita di sentirsi un pioniere.

Grande è quindi l'emozione quando arriva la telefonata da Francoforte: “È arrivata!” E quella arrivata è la Livewire. Il colpaccio di Harley Davidson, essere il primo grande marchio di motocicli a mettere su strada una moto elettrica. Una promessa molto ammirata – ma pure schernita - dei signori di Milwaukee, i cui prodotti noi portiamo in giro per le strade del mondo ormai da parecchio tempo, con gran divertimento e molto lavoro chiave inglese in mano.

E proprio perché la Livewire è una cosa così completamente diversa, proveniente da un universo altro rispetto a quello dei nostri amati trattori, proprio per questo siamo doppiamente curiosi e abbiamo ordinato uno di quei “cosi”.

Perciò selliamo il Magic Bus e filiamo a Francoforte,

Alla Harley Factory, per – così ci avevano assicurato –

prendere in consegna la prima Livewire ufficialmente venduta a un cliente. E se anche non fosse, che fa: il sentimento pionieristico c'è comunque tutto. E nessuno ce lo toglierà.

Dopo una breve chiacchierata al bancone con il Capo-Factory Thomas Trapp, una breve introduzione alla consolle strumenti tipo smartphone, fatta dal figliuolo Eric Trapp, e qualche metro elettrificato percorso nel capannone, ecco che si esce sul piazzale. Il primo pilota Wrecking Crew che, dopo qualche suggerimento tra il decantante e la messa in guardia, ha potuto sperimentare la nuova dimensione della mobilità su due ruote, è stato Chris.

Il sound: quasi inesistente. Un fischio intermittente ad alta frequenza per avvisare i pedoni viene coperto dal crescente rumore delle gomme che girano.

Chris è molto cauto, ma la cosa tira come attaccata a un argano di quelli grossi.

Tornando al gruppo vacanze, la luce a LED si avvicina talmente in fretta che presto siamo in grado di vedere il sorrisone quasi incredulo di Chris. Qualche giro ancora di qua e di là, e il sorrisone non se ne vuole più andare. I ragazzi dell'officina escono sul piazzale, qualche cliente si incuriosisce ed esce pure lui. Fatto sta che live la Livewire l'hanno vista in pochi. E il sorriso di Chris si allarga sempre più... Poi anche Thomas ha il permesso di salirci e fa passare per i cavi tutta la corrente che trova. “Come tira, sta cosa” è il suo commento piuttosto blando circa quel che in realtà abbiamo visto: accelerazione da un altro mondo, silenziosa e che mette quasi paura, nonostante sia assistita in modo completamente elettronico (e che magari si può anche disinnescare quasi del tutto...).

Trapp senior racconta di esperienze di guida sorprendenti: non c'è nulla, ma proprio nulla che riesce ad arrivargli a questo bolide, o a tenerne il passo.

Così il convinto pilota di veicoli d'epoca a 2 e 4 ruote (Motorcycle Cannonball, Mille Miglia...) quasi non smette più di raccontare entusiasta: “Ti senti come dentro un aereo da caccia”.

Allora carichiamolo l'aereo, o meglio, la moto? L'apparecchio? Il proiettile? La batteria su ruote? Ci faremo la nostra opinione in merito. E intanto testeremo i pochi componenti che si possono smontare circa la possibilità di un miglioramento del look. È il nostro lavoro, dopotutto – in questo momento assai elettrizzante.