Utilizziamo i cookie per analizzare, pubblicizzare e migliorare il nostro sito web. Per ulteriori informazioni consultare la nostra Dichiarazione di Protezione dei Dati.
Home
>
Shop
>
Letteratura e DVD
>
Cultura e lifestyle
>
¡Más Revoluciones!

¡Más Revoluciones!

¡QUE CUBA VIBRE! L’idea inebria come una mistura ben calibrata di rum e cola: andare a trovare dei vecchi amici di Paul, degli Harlistas. All’Avana. Giracchiare un po’. Un po’ di chiave inglese, se serve. Aspettare quel che porta il giorno. Con noi: la nostra Knucklehead del ’47 con doppio carburatore e la Panhead del ’48.

Miglie spensierate verso il raduno annuale degli Harlistas. Dentro la regione del tabacco, fino a che la strada non termina sulla spiaggia da sogno. Solchiamo il Malecon con il sole del tramonto, poi diamo il benvenuto alla notte nel bar Floridita, culla del Daiquiri e il porto più amato da Hemingway.

La strada nella quale sta il garage di Sergio diventa casa nostra. Caffè. Chiacchierate. Birra. La nostra Knuckle fa la schizzinosa e pone enigmi. Ma è davvero importante che delle moto siano impeccabili? Forse i giorni lì da Sergio rappresentano la vita migliore? A questo, un Cuba Libre. Anche senza Cola. Basta qualche goccia di limone ¡Vamonos!

  • larghezza x altezza: 30 x 23.5 cm
  • copertina rigida
  • a colori
  • 51 pagine
№ Articolo
Versione
Prezzo
IVA* compr.
unità
Disponibilità in magazzino Germania
¡Más Revoluciones!
09-116
tedesco; ISBN: 9783000458057
22,95 €
unità
Andare all' articolo
¡Más Revoluciones!
09-117
inglese; ISBN: 9783000458064
22,95 €
unità
Andare all' articolo
* Il prezzo include la IVA tedesca (19%; ossia 7% ridotta sui libri).

Vedi anche

The Other End of the Road

The Other End of the Road

CILINDRATE E CHIARITA’ NELL’ARTICO
Al di sotto dei 40 gradi il mondo diventa improvvisamente del tutto trasparente e nitido e perfetto. L’unica cosa sfocata rimane il proprio respiro e le tracce delle esplosioni fuoriuscite dagli scarichi delle due Harley sulla Ice Road, che nei giorni più tiepidi scorre sotto il nome di Mackenzie River fin nella baia di Beaufort. Lassù, nei pressi di Tuktoyaktuk, Territori del Nord-Ovest, Canada, dove per i veicoli da strada finisce il continente americano, vale ormai un solo credo: “Don’t get stuck in Tuk!”
Le pagine che seguono rappresentano il tentativo di portare a casa qualcosa di ciò che vuol dire trovarsi con due Harley su una Ice Road. Sicuramente però non è pericoloso, nonostante ci possano essere dei furbastri che vogliano far intendere il contrario – basta un poco di preparazione, cautela e quel qualcosa chiamato intelligenza. In fondo non è che sia la prima spedizione fatta da W&W Cycles a cavallo dell’acciaio Milwaukee su strade che nessun altro definirebbe tali:
1995: THE MUD OF NO RETURN. La Panamericana fra Panama e Colombia. Il problema: un buco nel manto stradale. Non una buca ma un buco di svariate miglia: il Darien Gap. Il tentativo di superare questa interruzione da 110 km con i Panhead e Shovelhead affoga nella mostruosa fanghiglia della stagione delle piogge.
2005: EAT DUST. Pietrisco e tempesta, meglio nota come Ruta 40. Si va verso Ushuaia, Terra del Fuoco, verso la birra più a sud del mondo. Ed è proprio lì, fra un sorsetto e l’altro, che nasce la curiosità di come sarà l’altro capo di questa strada, lassù nel nord. Nessuno lo sapeva e quindi fu subito deciso: ci andiamo.
Detto, fatto, andati nel 2008, avuto freddo e ora stampato. Quindi, accendete il caminetto, agguantate la bibita e cominciate a leggere. E non dimenticate: a biker’s work is never done. Là fuori aspetta già un’altra strada.
leggi …
The Mud of no Return

The Mud of no Return

Per tutti gli Dei del fango primordiale – cosa spinge quattro uomini dotati di senno a sterzare i loro V-Twin proprio verso que l posto dove da decenni una miriade di mosquitos, guerriglieri scatenati, truci paramilitari, trafficanti di droga paranoici e indigeni della gi ungla disperati impediscono la costruzione di qualche miglio di strada a completamento della Panamericana? Per alcuni questa macchia bianca si chiama ‘Darien Gap’. I 4, che l’hanno sperimentata, la considerano la madre di tutte le strade, il fango del non ritorno. Loro hanno p rovato a colmare la lacuna in quella strada che dovrebbe collegare le due Americhe. E in sella a delle moto provenienti dal magico mondo dei trattori Milwaukee, modificati come si deve utilizzando pezzi presi dalle profondità degli scaffali W&W, la cavalcata ebbe inizio. E dopo solo qualc he posto di blocco della polizia, camion truccati, materassi d’albergo ridotti a cenci luridi, eserciti di scarafaggi, traversate di fiumi, temporali, birre panamensi e carburatori smontati con la forza bruta la cavalcata panamense terminava – nel fango. Del fango al di là di ogni capacità, d’immaginazione. Fango dal quale si può essere liberati solo da un fuoristrada Big Foot. Fango, del quale ancora oggi se ne con serva in modo elaborato un campione nella cassaforte climatizzata di W&W dedicata ai souvenir. Come monito al mondo che nessuna strada è altr ettanto impietosa quanto la madre di tutte le strade. La Panamericana.
leggi …